venerdì, 06 novembre 2009

Cos'ha significato per me prendere la laurea? Ho forse realizzato un sogno? No. Finalmente potevo fare il lavoro della mia vita? No.
A pensarci bene, l'unica cosa a cui pensavo nel corso degli studi era di ottenere una carta in più da giocare il giorno in cui sarei entrata nel mondo del lavoro, ma di quale lavoro, effttivamente, non ne ho mai visto la risposta. Mi sono sempre piaciute le lingue, "con quelle vai ovunque" mi dicevo, "e un giorno mi daranno da vivere". Poi accadde. L'anno di tesi è stato sicuramente un periodo da scrivere nel Diario Nero della mia vita, che mi ha fatto conoscere i più infami lati dell'essere umano, ma tutto sommato anche i più belli. E' stato l'anno in cui sono cresciuta, sono diventata adulta (anche se mia madre pare non essersne ancora accorta...se ne accorgerà mai? Non credo.). A luglio ho concluso un ciclo che temevo fosse diventato infinito. E ora? Cosa voglio fare da grande? O meglio, ora che sono grande?
Per fortuna in questi anni tra danza, Arena, stage ho avuto qualche piccolo assaggio di cosa sia un lavoro, ma che tipo di esperienze/capacità ho maturato? Il lavoro di squadra, sicuramente una buona predisposizione alla comunicazione con il pubblico (dopo tutti gli insulti presi in Arena nulla mi spaventa più!), la rapida soluzione ai vari problemi della clientela. No...non voglio finire in call center!!! Correre tutte le sere su e giù per i gradini mi ha fatta diventare una persona dinamica, con una certa flessibilità mentale, un buon senso di responsabilità (se sei raffreddata e hai la tosse non fare mai sorveglianza ai boccaporti o i tedeschi ti lanciano le candele addosso per farti stare zitta!), autonomia...beh, a dire il vero sono alla disperata ricerca della mia autonomia...
Ho un sogno nel cassetto? Si. Anche più di uno. Ma per conseguire quei sogni prima mi servono i liquidi. Il sogno della mia vita è avere una piccola impresa mia, e una casa, ma per farlo servono soldi, molti soldi. Quindi ora per me ogni lavoro è ben accetto purchè mi dia uno stipendio. Non ho ambizioni, dalla segretaria all'impiegata, sono disposta a fare tutto pur di iniziare ad imparare un mestiere. A me non interessa diventare direttrice o manager nella ditta di qualcun'altro, io voglio diventare la super manager di me stessa.
Forse qualcosa, piano piano, si sta muovendo. Una proposta è arrivata tramite una mia ex collega areniana per lo studio di un avvocato; un'altra ieri pomeriggio come consulente commerciale per una nota ditta di assicurazioni. Per quest'ultimo ho già il colloquio fissato per lunedì mattin. E mia madre che ha già storto il naso, che mi preferisce girare per gli stand di un meeting organizzato dall'Università tra aziende e studenti/neolaureati, piuttosto che vedermi vendere assicurazioni. Io mi preferisco con uno stipendio minimo e il contratto quantomeno per un anno, piuttosto che a fare uno stage di 3 mesi, a lavorare per la gloria di 'sta minchia.
Cosa succederà lunedì?
Sono già entrata nella fase PARANOIA da "cosa mi metto? Cosa mi chiedono? Cosa rispondo? Ma poi mi insegnano a fare le cose o mi mandano allo sbaraglio?"
Che serà, serà...whatever will be, will be...the future is not our to see...che serà, serà!...
Sibilato dalla Lama di Inisfail alle ore 14:34
interior dialog, serate cool

